Read everything is able to bewitch me, like to be defined as an "omnivorous reader". Listen to a lot of music, watch tv shows, follow everything that contains a bit of "Englishness" and.. Do somethin' that maybe could be a little bit like "writing" but, basically, I am a grown up daydreamer.
Uh. I forgot. I usually choose to leave out subjects.. When I'm part of them.
“Mille anni fa la mia analista mi disse una cosa tremenda. Una cosa che non stava né in cielo né in terra, o per certo non nella mia testa. Io all’epoca non ero una persona serena, metti che probabilmente non ero nemmeno una persona. Più un casino parlante. Mi disse, quel giorno: guardi che stare male è la parte facile.
Io me la sono sempre ricordata questa cosa, quella che ad un certo punto si diventa adulti e si deve anche imparare ad essere adulti. E cominciare a gestire la propria vita e i rapporti con gli altri in modo molto meno strillato. Molto men “io sto male voi dovete capire”. La gente non capisce, e viva dio. Passeremmo il nostro tempo a stare dietro a chi ci è e a chi ci fa. Tra stare male e stare bene, è più difficile stare bene. Nessuna giustificazione, nessuna attenzione particolare da parte degli altri, nessun occhio di riguardo: stare bene, bastarsi, con i propri problemi, tutti i giorni lì con te. E trovare un modo, un passo alla volta, senza tragedie greche.
Niente, volevo dirvelo. Credo che sia un paradigma utilizzabile in molte occasioni, in questo periodo. Nella nostra nazione. Con i nostri connazionali.”
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(tipo che va rebloggato tutto, questo pezzo)
(via bibi-perdu-en-paris)